Perché riconnettersi alla propria mente❓

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La riconnessione con la mente è un tema molto attuale, una necessità prioritaria per l’uomo “ultra moderno”.

Infatti, negli ultimi decenni, soprattutto nella parte occidentale del mondo, si è assistito ad una graduale separazione tra mente e corpo, le quali sono sempre di più considerate come entità separate, divise tra di loro e autonome.

Solo in pochissimi casi siamo disposti ad ammettere che la mente è in grado di condizionare l’organismo, ad esempio nel caso delle malattie psicosomatiche, o nei casi in cui viene utilizzato l’effetto placebo.

Proprio l’effetto placebo è considerato come fonte di studio nella verifica della corretta funzionalità terapeutica di un nuovo farmaco.

Molte volte l’effetto placebo porta risultati a dir poco eclatanti: questo la dice lunga sulla forza del pensiero nella guarigione.

Peccato che l’effetto placebo non si possa vendere😂

Ancora più sporadicamente poi ci ricordiamo il contrario, cioè che il corpo a sua volta è in grado d’influenzare la mente, come la percezione di salute e di gratificazione che può essere stimolata dall’attività motoria attraverso le endorfine, oppure i problemi dell’organismo che possono accrescere l’ansia.

🆘Dalla perdita di connessione tra corpo e mente, quindi dall’incapacità di gestire i propri pensieri, scaturiscono i disturbi comportamentali quali le ansie, la depressione e le paure 💀👻🚑

  • Risulta evidente quanto sia fondamentale lavorare sul recupero della connessione con la propria mente al fine di riuscire a interpretare correttamente ciò che accade intorno a noi e le relazioni che instauriamo con le persone a noi vicine.

“La maggioranza dei problemi non deriva dalle risposte che ci diamo ma dalle domande che ci poniamo.”

Un corretto percorso di crescita, sia esso per il puro benessere che per raggiungere una perfomans a livello sportivo deve sempre considerare le sensazioni come il centro del quadrato: programmazione > obiettivi > attitudine > personalizzazione.

Guardarsi intorno è utile, ma non deve mai sostituire la concentrazione (focusing) verso il nostro obiettivo.

Proprio lì sta la differenza di chi sa mantenere una solida interconnessione con il proprio corpo e le relative sensazioni e chi invece si non credendo in se stesso/a perde questa magico colloquio così naturale negli animali ma nel sapiens è sempre così difficile.

Ogni persona ha la sua sensibilità ed interpretazione delle emozioni.

  • Chi crede nel suo percorso e lo visualizza nella sua mente (percorso di Coaching – Mindset) vede il suo futuro: il corpo è il mezzo per arrivare a realizzare i propri sogni.

 “Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato”. (A.Esinstein)

(articolo di Alessandro Schiasselloni – The Coach)

Alessandro Schiasselloni

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